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PRAJAZZ 2026 saluta Praia a Mare: tre serate, tre linguaggi e una città unita dalla musica

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PRAJAZZ 2026 saluta Praia a Mare: tre serate, tre linguaggi e una città unita dalla musica

Dalla chitarra di Al Di Meola alla voce di Karima, fino all’omaggio a Pino Daniele: si chiude l’undicesima edizione del festival di Praia a Mare

Tre appuntamenti, tre modi diversi di vivere la musica e un unico grande palcoscenico: Piazza della Resistenza a Praia a Mare.

Si è conclusa PRAJAZZ 2026, l’undicesima edizione del festival che anche quest’anno ha portato sulla Riviera dei Cedri artisti e musicisti di primo piano, costruendo un programma capace di attraversare jazz, musica d’autore, soul, blues e contaminazioni mediterranee.

Un’edizione caratterizzata dalla volontà di proporre esperienze musicali molto differenti fra loro, mantenendo però un filo conduttore preciso: la qualità artistica e il rapporto diretto con il pubblico.

L’apertura con Al Di Meola

A inaugurare PRAJAZZ è stato Al Di Meola, uno dei chitarristi più importanti e influenti della scena musicale internazionale.

Il suo Acoustic Ensemble, con Peo Alfonsi alla chitarra e Sergio Martinez alle percussioni, ha dato vita a quasi due ore di concerto davanti a una Piazza della Resistenza gremita e a un pubblico attento fino all’ultima nota.

Jazz, flamenco, sonorità latine e mediterranee si sono incontrate nel linguaggio inconfondibile di Di Meola, in una serata conclusa da lunghi applausi.

Un’apertura di grande prestigio che ha dato immediatamente il tono all’edizione 2026.

Karima e la forza dell’interpretazione

Il secondo appuntamento ha visto protagonista Karima con il progetto “Canta Autori”.

Accompagnata da Piero Frassi al pianoforte, Francesco Ponticelli al contrabbasso ed Enrico Morello alla batteria, Karima ha portato a Praia a Mare un concerto costruito sull’incontro tra canzone d’autore, jazz e soul.

Una proposta molto diversa rispetto alla serata inaugurale, capace di mostrare un’altra anima di PRAJAZZ: quella più intima, legata alla voce, all’interpretazione e alla capacità di trasformare una canzone in racconto.

È proprio nella diversità delle proposte che il festival ha mostrato ancora una volta la propria identità, evitando formule ripetitive e scegliendo invece di accompagnare il pubblico attraverso linguaggi musicali differenti.

“Blues for Pino”, il saluto nel segno di Pino Daniele

A chiudere l’edizione 2026 è stato “Blues for Pino”, il progetto dedicato alla musica e all’eredità artistica di Pino Daniele.

Sul palco Osvaldo Di Dio alla chitarra e voce, Ernesto Vitolo alle tastiere, Lele Melotti alla batteria, Rosario Jermano alle percussioni e Gigi De Rienzo al basso.

Musicisti legati, in modi e momenti diversi, al mondo musicale di Pino Daniele e a quel linguaggio unico nel quale blues, jazz, rock, Napoli e Mediterraneo sono riusciti a diventare qualcosa di completamente nuovo.

Più che un semplice tributo, “Blues for Pino” ha rappresentato il modo ideale per concludere una rassegna che ha fatto della contaminazione musicale una delle proprie caratteristiche principali.

Undici edizioni e una storia che continua

PRAJAZZ arriva così alla conclusione della sua undicesima edizione, confermando un percorso costruito nel tempo e diventato parte dell’offerta culturale estiva di Praia a Mare.

La scelta di mantenere i concerti a ingresso libero continua a rappresentare uno degli elementi più significativi della manifestazione: portare musica di alto livello in una piazza pubblica significa trasformare il concerto in un momento di incontro aperto alla città, ai turisti e agli appassionati provenienti da fuori.

Dietro ogni serata c’è naturalmente un lavoro che comincia molto prima dell’accensione delle luci sul palco: organizzazione, direzione artistica, amministrazione, tecnici, collaboratori, partner, sponsor e tutte le persone che contribuiscono alla realizzazione dell’evento.

L’undicesima edizione è stata promossa con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Praia a Mare e dell’Associazione Nove Muse, con la direzione artistica di Umberto Napolitano e la collaborazione delle realtà che anche quest’anno hanno scelto di accompagnare il festival.

Un lavoro collettivo che permette a PRAJAZZ di continuare a crescere mantenendo intatta la propria vocazione.

Dove il jazz incontra il mare

Lo slogan del festival, “Dove il jazz incontra il mare”, racconta ormai qualcosa che va oltre una semplice frase promozionale.

Racconta una piazza, una città affacciata sul Tirreno e la possibilità di ascoltare, nelle sere d’estate, musicisti provenienti da esperienze e mondi differenti.

Al Di Meola, Karima e Blues for Pino hanno rappresentato tre volti diversi della stessa edizione.

La grande musica internazionale, la raffinatezza dell’interpretazione e la memoria viva di uno degli artisti più importanti della musica italiana.

PRAJAZZ 2026 si chiude così.

Restano le note, le immagini delle serate e soprattutto il rapporto con un pubblico che, edizione dopo edizione, continua a essere il vero protagonista del festival.

E mentre si spengono le luci sul palco di Piazza della Resistenza, l’appuntamento è già idealmente alla prossima edizione.

Perché dopo undici anni PRAJAZZ non è più soltanto un evento dell’estate di Praia a Mare: è una storia musicale che continua.

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